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Frank Miller è ritenuto da molti amanti del fumetto americano un maestro. Il suo è uno stile basato sui forti contrasti di bianco e nero (le tonalità intermedie non esistono), che sottolineano il suo carattere istintivo.
Sin City, apparso sulle pagine del magazine Dark Horse Presents per la prima volta nel 1991, è il suo capolavoro: non segue una trama lineare, ma delle storie che si intrecciano a loro volta creando un'atmosfera unica.
Si svolge a Basin City, una città inventata ma maledettamente reale, che si è guadagnata il nomignolo di Sin City (città del peccato) per ovvi motivi. E' una città dove sesso, violenza e corruzione sono all'ordine del giorno, e non sempre il buono vince.
La prima storia introduce il personaggio di Marv: un uomo robusto, brutto, dannato e stupido: tutto tranne che un eroe, o comunque un ordinario protagonista. La sua vita prende una svolta inaspettata dopo aver conosciuto Goldie, ragazza bellissima che conosce in un locale malfamato e con cui passa una notte di passione. Eppure, quando si sveglia di mattina, la trova distesa sul letto, morta. Comincia così una caccia all'uomo spietatissima e ricca di violenza e crudeltà, in cerca di indizi per scoprire l'identità dell'assassino di Goldie.
...una storia pulp mozzafiato, piena di violenza, azione ma anche profonderiflessioni...
Nel secondo volume, intitolato "Una donna per cui uccidere", ci viene presentato Dwight: un assassino ad un passo dalla condanna a morte che ha una storia con Shellie, cameriera del locale malfamato citato sopra. Dwight raffigura il personaggio tormentato, insicuro e sfortunato: durante il suo inseguimento ad alcuni tipi che tormentavano la sua ragazza, ne succedono d'ogni, entreranno in gioco in aiuto di Dwight anche le prostitute dalla "Città Vecchia", una zona di Basin City comandata appunto da queste signore della notte. Ma le cose si complicheranno sempre più, fino ad arrivare alla spettacolare scena finale.
Un'altra storia da ricordare è "Quel bastardo giallo". Il protagonista è Hartigan, poliziotto prossimo al ritiro e con ancora una missione da compiere: salvare una ragazzina di 11 anni, Nancy Callahan, dalle grinfie di un maniaco, figlio di un senatore molto influente sulla città. Anche in questo caso le cose non vanno per il verso giusto, e Hartigan si ritroverà in prigione, pur evitando alla ragazza l'atroce esperienza di uno stupro. La vicenda, però, non termina qui. Hartigan, dopo 8 anni, confesserà di aver stuprato Nancy per uscire di prigione e quindi poterla proteggere di nuovo. Come finirà la storia?
Non aspettatevi finali a lieto fine e strappalacrime, non troverete nulla di tutto ciò nell'opera di Frank Miller.
Aspettatevi invece delle conclusioni ricche di cruda violenza ma anche tante riflessioni, spesso profonde.
Frank Miller sembra infatti entrare nella mente dei suoi personaggi durante la storia, e fornire, attraverso le loro riflessioni, una sorta di identikit della loro personalità, che risulta parecchio efficace e mai banale.
Col tempo, molta gente ha apprezzato questa opera, consacrazione di quello che possiamo definire uno dei disegnatori più innovativi e influenti della storia del fumetto.
Sin City è diventato un successo planetario, consacrato anche dall'omonimo film, datato 2004, diretto da Rodriguez con la collaborazione di Quentin Tarantino, che riescono al meglio nell'impresa di rendere ciò che è il fumetto: una storia pulp imperdibile.
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