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Paperinik non è altro che Paperino (Donald Duck) nelle vesti di vendicatore notturno.
Questo personaggio nasce originariamente nel 1969 da una idea dell'allora capo redazione di "Topolino" Elisa Penna.
Ma in che modo il papero che tutti noi conosciamo si trasforma in una sorta di supereroe dal carattere completamente diverso?
Grazie ad una serie di avvenimenti fortunati: riesce a vincere Villa Rosa, dimora del ladro gentiluomo Fantomius; trova per puro caso il diario del padrone della villa e, dopo una lite con Zio Paperone, dal diario gli viene una brillante idea: "Non sarebbe male vivere una vita alternativa a quella che trascorre ogni giorno, sarebbe intrigante essere maltrattato e sfruttato di giorno e rispettato e temuto di notte". Paperino inizia così la ricerca e, dopo aver rubato alcune maschere di plastica ad Archimede e aver trovato il costume di Fantomius, è pronto per calarsi nella sua nuova identità: Paperinik.
Il personaggio subirà nel corso degli anni delle variazioni e le sue avventure si differenzieranno molto l'una dall'altra, assumendo di volta in volta sfumature diverse.
PK: le nuove avventure
Qualche tempo dopo il ritrovamento del diario e degli accessori nella Villa Rosa, Paperino viene ancora sfruttato e maltrattato da Zio Paperone, ma il suo ultimo incarico gli cambierà la vita: viene costretto a diventare il custode della Ducklair Tower, gigante torre di ben 150 piani, acquistata dopo la scomparsa del vecchio proprietario, Everett Ducklair. Qui il papero scopre la presenza di un 151° piano e nelle vesti di Paperinik lo trova (per vie un po’ traverse) e qui trova Uno, intelligenza artificiale creata da Ducklair.
Questo è l’inizio della titanica opera su Pk, che conta ben 3 serie: PKNA (Pikappa New Adventures), il seguito PK², e Pikappa, quest’ultima separata dalle altre e dalle origini di PK, tanto da essere considerata uno scempio dai fans.
PKNA
Prima serie, formata da 3 numeri zero, 50 numeri regolari (l’ultimo è con numerazione doppia, 49/50) e svariati speciali.
Di connotazione fantascientifica, parla di PK che con armi incredibili e avanzatissime (tutte fornite da Uno) combatte le invasioni aliene ad opera degli Evroniani, alieni che si cibano di emozioni e che vogliono “coflamizzare” tutti gli abitanti del pianeta per rubargli queste.
Ma le storie del supereroe si intrecceranno con quelle dei molti personaggi comprimari, Xadhoom, aliena xerbiana che vuole vendicarsi sugli Evroiani per aver sterminato il suo pianeta, Xerba; Lyla Lay, sexi giornalista di 00 news che in realtà è un androide della Tempolizia del 23° secolo mandato nel passato per salvaguardare i tesori dell’epoca dai pirati temporali mandati dall’Organizzazione.
Nel grande mondo di PK spiccano grandi personaggi, carismatici e trascinanti come Razziatore, ladro temporale che aiuta talvolta il nostro eroe senza però essere mai dei buoni, un nemico con un grande senso dell’onore; ma anche personaggi subdoli che farebbero di tutto per il successo, come Angus Fangus, giornalista di 00 news che cerca in tutti i modi di incolpare PK per qualunque misfatto accaduto in città. Si trovano pure personaggi davvero misteriosi e affascinanti come Everett e Odin Eidolon, Uno che nel 23° secolo si è costruito un corpo.
Quindi non solo una storia infantile, ma un vero e proprio fumetto serio che analizza profondamente l’animo umano e che si slega dagli schemi, come si può notare anche semplicemente dalle vignette, non quadrate regolari come quelle delle altre pubblicazioni, ma irregolari, a volte senza contorni, in cui il disegnatore può esprimere se stesso.
Leggendolo non si può fare a meno di rimanere colpiti, affascinati da ogni singolo personaggio, protagonista del proprio mondo; dalla tenerezza che scalda il cuore in alcune storie, così tristi, così vere, che esprimono tutti noi; dalla forza di volontà, dall’energia che tutti usano per andare avanti, per opporsi al fato che per quando sembri inesorabile può essere dominato.
Sono queste le motivazioni che hanno reso PKNA un fumetto indimenticabile, amato alla follia dai fans, tanto da far uscire una riedizione, PK Reloaded (citazione naturalmente da Matrix).
PK²
Ma quando i paradossi temporali diventano ingestibili, gli scontri contro gli alieni stanno per diventare banali, tutto si ferma e riparte da zero con una nuova serie sulla scia dei manga, con un andamento molto più lento e con le connotazioni di una spy-story.
Collegata alla vecchia serie solo dal numero 49/50, parte capovolgendo tutto: Uno viene disattivato, torna Everett e moltissimi dei vecchi personaggi non ci sono più.
Conta 18 numeri più uno speciale, il motivo della sua corta durata è da cercarsi nella fascia di pubblico a cui si rivolgeva, ben più alta della media di lettori di Topolino, comparendo bande, sparatorie e lotte famigliari in cui le figlie cercano di uccidere il padre.
Everett Ducklair torna a Paperopoli, lasciando al monastero di Dhasam-Bul, dove si era recato per abbandonare la sua parte malvagia, tutte le cose buone imparate. Quasi più spietato di prima disattiva Uno e allontana PK dalla Ducklair Tower, togliendogli ogni aiuto avuto nella prima serie. Al nostro eroe rimangono solo lo scudo e la PKar, ricevuta con uno straziate saluto di Uno che conosceva il proprio destino.
Così si passa a una nuova serie incentrata su un rapporto di alleanze e battaglie nascoste in cui i direttori rimangono nell’ombra facendo operare dei burattini.
Incomprensioni, analisi, parentele, molto difficili da gestire che rendono la storia un po’ difficile da seguire, infatti è consigliabile leggerla almeno 2 volte (la seconda tutta di fila).
Pikappa
Composta da 32 numeri e un paio di speciali.
Quando si dice che una cosa non può migliorare all’infinito…
La nuova serie, uscita insieme al videogioco, è la classica commercialata, rivolta a un pubblico ben più piccolo e non solo italiano, infatti per poterla esportare all’estero viene ripresentato PK con un inizio alternativo: Paperino non ha una identità segreta e non è mai stato a villa Rosa, non diventerà mai un diabolico vendicatore, ma un Guardiano della Galassia dopo essere stato arruolato da Uno, intelligenza artificiale dell’organizzazione per la difesa dell’universo dagli Evroniani (che tornano).
Il nome stesso del protagonista cambia e da Paperinik diventa Pikappa (nome inventato da Paperino leggendo il numero di serie dello scudo).
Naturalmente tutto ciò ha portato moltissime proteste e tutti i pkers (fan di pk) si sono accaniti con la serie che infatti finirà col 32° volume in fretta e furia, in maniera a dir poco orribile.
Insomma una serie sulla scia della Marvel e dei comics americani che non ha niente di innovativo, anzi, è una storia abbastanza piatta e semplice, senza introspezioni né altro.
Il successo
La fortuna della serie in Italia non sta solo nelle sue innovazioni e nella bellezza della storia, ma anche nel rapporto tra lettori e redattori: il mitico PKTeam è tutto ciò che si può definire di meno professionale al mondo, sfotte continuamente nella rubrica della posta inventandosi le peggio cavolate e rispondendo mai in modo serio. Naturalmente i lettori non sono da meno e fanno a gara per riprendere gli autori degli (svariati) errori.
Ma così si diventa una grande famiglia (praticamente tutta maschile non si sa perché) in lotta perenne con le witches (nonostante alcuni siano passati dalla parte del nemico attratti dalle belle ragazze del fumetto).
I punti di forza sono tanti: le rubriche sceme, le foto dei fans, le schede di analisi del manga che spiegano fatti assolutamente impossibili.
Insomma un universo strano, pazzo ma così divertente e che ti accetta sempre (anche perché non potrai mai essere peggio dei creatori di questo fumetto!).
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