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Nasce nel 1956, grazie alla matita di Benito Jacovitti, il cowboy più originale e simpatico della storia del fumetto: Coccobill, destinato a diventare un classico delle strisce umoristiche italiane.
Le sue prime apparizioni si registrano sui giornalini per ragazzi, prima su Il Giorno dei Ragazzi (1957), poi sul Corriere dei Piccoli, verso gli anni novanta appare invece sul Giornalino.
Coccobill nasce sicuramente dalla passione per il western che Jacovitti coltivava: era infatti un'amante di quel genere chiamato "spaghetti western", un western all'italiana che aveva come simboli Bud Spencer e Terence Hill.
Eppure il suo mondo è caratterizzato anche da un'infinità di elementi surreali, che conferiscono alla storia un tono decisamente umoristico. Nelle sue tavole ne troviamo a bizzeffe: salami con le gambe, vermi con i baffi ecc...
Lo stesso protagonista, invece di essere un gran bevitore di whiskey come ogni cowboy, è un'amante della camomilla, ed è accompagnato nelle sue strampalate avventure da un cavallo parlante di nome Trottalemme, che ha un ruolo di primo piano in quasi tutte le storie.
Non mancano, ovviamente, i personaggi secondari, spesso caricature e stereotipi ben riusciti.
Gli indiani sono sempre simpaticoni e amici di Cocco Bill, a cominciare dai Ciriuacchi, che parlano uno strano dialetto mezzo indiano e mezzo napoletano, per passare agli Apaciones e finire ai Piedi Scalzi.
Bunz Barabunz, nato come malvagio sindaco di Chattanuga Chu Chu, è il cattivo che più ricorre nei fumetti di Cocco Bill, insieme ai variopinti Fratelli Kuknass, sette cattivissimi pistoleri vestiti ciascuno di un colore diverso.
Alcuni personaggi hanno perfino un nome inventato ad hoc, come Osusanna Ailoviù, l’eterna fidanzata di Cocco Bill che si lamenta del atto che lui non si dichiari mai.
Coccobill, infatti, è un cowboy che ha altro per la testa, e appena sente parlare di matrimonio scappa a gambe levate, insieme all'inseparabile Trottalemme, verso i confini del Far West.